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Nome comune: CAMOSCIO

Famiglia: Bovidi

Ordine: Artiodattili

Classe: Mammiferi

 

CARATTERISTICHE:

il camoscio è una capra ruminante che vive ad altitudini elevate sulle Alpi e su altre montagne dell'Europa centrale e meridionale Il camoscio è un Ungulato di medie dimensioni, caratterizzato da corna uncinate e da una colorazione contrastata del mantello. La lunghezza testa-corpo è di 120-150 cm e l’altezza alla spalla è di 70-85 cm. I maschi adulti pesano dai 35-50 kg (le femmine sono più leggere). Il mantello estivo varia dal bruno-chiaro al grigio-giallastro, mentre quello invernale è bruno-scuro, ed è particolarmente folto con peli lunghi; sono presenti due bande scure che ornano la testa, la spina dorsale, la coda e le zampe.

Ambo i sessi portano le corna, e quelle del maschio sono, di solito, più grosse. Le corna, raramente più lunghe di 17 cm, sono nere ed emergono dritte dalla fronte, per curvare poi all'indietro verso la punta, formando un uncino.

L’adattamento all’ambiente di montagna ha favorito zampe molto angolate, zoccoli in grado di aderire sul ghiaccio e sulle rocce e vista molto acuta.

VITA ED ABITUDINI:

I camosci conducono una vita di gruppo molto intensa. La dimensione e la composizione del gruppo variano frequentemente. Le associazioni più numerose sono costituite da femmine, da giovani di 2 anni e dai capretti (piccoli dell’anno). In estate i giovani maschi spesso migrano alla ricerca di nuovi spazi vitali e formano dei gruppi; quelli più vecchi tendono a rimanere isolati, unendosi alle femmine per la riproduzione (novembre/dicembre). Solitamente uno dei membri del branco rimane di guardia quando gli altri mangiano, annunciando il pericolo con un richiamo simile a un fischio .

In prossimità del parto (maggio/giugno) le femmine s’isolano, e si crea uno stretto legame madre-figlio.

Nel tardo autunno inizia il periodo riproduttivo, durante il quale i maschi difendono dei piccoli territori e cercano di contenere le femmine al loro interno; essi sono particolarmente insofferenti verso i rivali dando vita ad inseguimenti e scontri, tentando di agganciare con le corna uncinate il maschio in fuga.

All’inizio dell’estate, dopo circa 23 settimane di gestazione, la femmina partorisce generalmente un piccolo, in grado di inseguire la madre poco dopo la nascita; possono esserci dei parti gemellari quando la densità è bassa, ossia quando vi sono pochi animali in una data area.

Nei rigidi inverni montani i più vulnerabili sono i capretti, molti dei quali non arrivano a primavera, e i maschi indeboliti dal periodo degli amori.

In estate il camoscio si nutre di piante erbacee e foglie, cercando il cibo migliore anche su cenge esposte; in inverno, quando la neve ricopre ogni cosa, si nutre con ciò che la montagna offre ossia gemme di pino ed abete, di rametti ed arbusti..Le stagioni, quindi, caratterizzano gli spostamenti dei camosci: in primavera si portano a bassa quota sui versanti a sud (c’è l’erbetta fresca e non c’è la neve); con lo scioglimento delle nevi e l’avvicinarsi dell’estate risalgono a nord; in inverno essi cercano superfici prive o quasi di neve, e quindi creste battute dal vento e pendii scoscesi sopra il limite del bosco, e boschi ripidi.

Il camoscio (come ad esempio il capriolo, il daino, lo stambecco ed il cervo) è un ruminante: ossia mastica e deglutisce una prima volta il vegetale, e lo digerisce parzialmente, poi il cibo ritorna alla bocca dove è nuovamente masticato ed infine lo mangia definitivamente.

La lince e il lupo, quando presenti, sono degli ottimi predatori del camoscio agendo sugli individui più deboli; altro splendido predatore è l’aquila reale che predilige i capretti appena nati: per questo motivo la mamma camoscio cerca zone nascoste per partorire e, nel caso sia scoperta, difende il proprio piccolo puntando le corna verso il predatore e proteggendo il caprioletto fra le sue zampe.

Sono state individuate diverse sottospecie di camoscio in relazione anche alla distribuzione geografica. Lo possiamo trovare nei diversi ambienti montani dell’Europa occidentale ed orientale e, ovviamente, sull’arco alpino. Questi animali nel tempo sono stati sottoposti a un'eccessiva pressione venatoria, sia per divertimento, sia per ricavarne carne e pellame. A causa di ciò, alcune sottospecie di camoscio sono oggi in estinzione.

NON TUTTI SANNO CHE:

Divertente è assistere ai momenti di gioco dei capretti. Questi non solo s’inseguono e saltano, ma eseguono dei veri e propri salti mortali, spesso coinvolgendo anche gli adulti.

© 2007 La Soffitta di Luna
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