Nome comune: CAPRA
Famiglia: Bovidi
Ordine: Artiodattili
Classe: Mammiferi
CARATTERISTICHE:
Nome comune di otto specie di mammiferi artiodattili, muniti di corna e strettamente
imparentati con le pecore. Allo stato selvatico, le capre sono
nomadi e vivono generalmente in ambienti montagnosi: sono, infatti,
animali agili, capaci di compiere lunghi salti da una roccia all'altra,
atterrando con le zampe anteriori unite. La loro sicurezza nei
salti è in parte dovuta dalla struttura degli zoccoli: lo strato
interno dello zoccolo è più tenero rispetto a quello esterno,
si consuma più velocemente e ha la funzione di assorbire gli urti.
La capra selvatica ricorda molto la
capra domestica ed, infatti, ne è considerata la progenitrice.
Le
sue corna sono a forma di sciabola e sono ripiegate all’indietro:
nei maschi possono raggiungere i 130 cm di lunghezza, mentre nelle
femmine si limitano ai 20-30 cm. Il manto vira dal bruno-rossiccio
al bruno-grigio e sul dorso è presente una striscia bruno scuro
così come sulle spalle. Sugli arti il pelo è bianco formando una
sorta di stivaletto. I maschi posseggono una evidente barba. La
capra selvatica è lunga circa 120-150 cm e la coda è lunga circa
20 cm; il peso varia tra i 25 e i 40 kg.
VITA ED ABITUDINI:
Le originarie capre selvatiche sono pressoché estinte
a causa dei continui incroci con le capre domestiche avvenuti
negli ultimi secoli; si ritiene, inoltre, che le capre che attualmente
incontriamo siano gli animali domestici più antichi. In ogni caso
i pochi nuclei sopravvissuti abitano catene montuose e pendii
irti posti tra i 1200 e i 2200 metri di altitudine, spingendosi,
raramente, sino ai 4000 metri. Quindi senza problemi la capra
selvatica può scalare pareti rocciose verticali, arrampicandosi
come un camoscio o uno stambecco e spostandosi da un masso all’altro
con estrema agilità e velocità.
Per
quanto riguarda il temperamento le capre sono molto vivaci, ostinate,
giocherellone ed allegre, paurose e guardinghe. Hanno un istinto
acuto per la ricerca del cibo preferito, anche quando questo si
trova in luoghi apparentemente inaccessibili.
All’inizio
della primavera la femmina partorisce 2-3 piccoli, che sono in
grado di seguire la madre già dal primo giorno. Solitamente i
branchi di maschi rimangono distinti da quelli delle femmine con
i loro piccoli. I maschi vecchi conducono una vita appartata,
portandosi ben oltre le consuete altitudini. La
capra viene utilizzata per la carne e per il latte, ma anche come
animale da compagnia e come bestia da soma. Molte parti del corpo
della capra sono economicamente utili, in particolare la pelle.
Una varietà di capra domestica, di notevole valore commerciale,
è l'angora, mentre la capra del Kashmir,
un animale di piccola taglia nativo dell'omonima regione indiana,
produce una lana soffice, finissima e molto pregiata.
Il latte delle capre, assai usato per
produrre formaggi, ha un valore nutrizionale paragonabile a quello
del latte vaccino e in molti casi viene digerito più facilmente.
Oramai
rara e quasi estinta, i pochi nuclei di capra selvatica vivono
sui pendii dell’Asia e delle isole greche. Secondo alcuni studiosi
le uniche capre selvatiche reali sopravvivano nelle isole greche
di Theodoru e Dia. In tutto il mondo vengono allevate numerose razze
di capre domestiche;
NON
TUTTI SANNO CHE:
Non
solo la frammentazione e la diminuzione dell’habitat hanno causato
la quasi estinzione della capra selvatica, ma anche la superstizione
dell’uomo ha giocato un ruolo chiave. Infatti la capra selvatica
è stata a lungo cacciata per i bezoar, ritenuti curativi per la
sterilità e per la vecchiaia. I bezoar sono dei sassolini che
si trovano nello stomaco dell’animale e sono costituiti dal pelo,
che la capra ha ingoiato leccandosi, da resine e fibre vegetali.
Evidentemente nessun reale effetto benefico poteva derivare dai
bezoar, eppure, la specie venne a lungo cacciata.