Nome comune: GATTO DOMESTICO
Famiglia: Felidi
Ordine: Carnivori
Classe: Mammiferi
CARATTERISTICHE:
Il gatto è prevalentemente carnivoro
apprezzato come animale da compagnia e prezioso nella lotta contro
topi e ratti. Come quasi tutti i membri della sua famiglia ha
artigli retrattili; un acuto senso dell'udito e dell'olfatto;
un'eccezionale visione notturna; e un corpo compatto, muscoloso
e molto flessibile. I gatti hanno un'eccellente memoria e una
notevole attitudine all'apprendimento basato sull'osservazione
e l'esperienza. Normalmente il gatto domestico vive circa quindici
anni.
Il suo corpo è estremamente flessibile;
il suo scheletro infatti contiene circa 230 ossa (più di quello
dell'uomo) . La grande abilità del gatto nel salto e la sua notevole
velocità nella corsa sono in parte dovute alla potente muscolatura.
La coda serve a mantenere l'animale in equilibrio durante il salto
o nelle cadute. I baffi del gatto, o vibrisse, sono estremamente
sensibili e sono usati per percepire ostacoli e variazioni nell'ambiente.
In condizioni di illuminazione estremamente ridotta, il gatto
trova la strada servendosi delle vibrisse.
Il colore originale del mantello del gatto domestico
era probabilmente marrone-grigiastro tigrato, un tipo di colorazione
che consente un eccellente mimetismo in molti tipi di ambienti
naturali. Tutte le altre colorazioni dipendono da mutazioni genetiche,
come ad esempio, il mantello a tinta unita, nero o blu, il colore
fulvo o un mantello interamente bianco sono frutti di un gene
mutato che sopprime completamente la formazione del pigmento tigrato.
Nel moderno gatto domestico la base di
tutte le colorazioni del mantello è data dall'interazione di due
pigmenti, il nero e l'arancio, che possono combinarsi fra loro
o con il bianco. Un singolo gene determina se il mantello del
gatto contiene pigmento nero o arancio. La colorazione del pelo
è un carattere ereditario legato al sesso.
I gatti domestici delle razze più piccole pesano circa 2-3 kg, mentre quelli
appartenenti alle razze più grosse arrivano a pesare 7-9 kg.
VITA ED ABITUDINI:
Secondo
molti studiosi il gatto domestico origina dal gatto selvatico
africano,
secondo
altri dal gatto selvatico europeo. Così come il gatto selvatico
è attivo
nelle
ore notturne e si rifugia in quelle diurne, così il nostro gatto
trascorre gran parte della giornata a sonnecchiare, magari sulla
poltrona, ma appena giunge l’imbrunire si risveglia e miagola
per uscire.
C’è
da dire che nonostante il nostro amico a quattro zampe possa in
qualche modo essere condizionato dalle esigenze umane, in realtà
è riuscito a conservare diversi aspetti comportamentali originari.
Sicuramente abbiamo avuto occasione di osservare le strategie
di caccia di un qualsiasi gattino in giardino in paziente attesa
di un topolino, di un insetto o di un nidiaceo per sferrare velocemente
l’attacco. Spesso la sfortunata preda non viene nemmeno
consumata,
ma sicuramente è motivo di gioco e di interesse. In casa avremmo
sicuramente osservato l’agilità con il quale il gatto salta sulle
poltrone o con quale facilità balza sui mobili; all’aperto con
altrettanta estrema leggerezza si arrampica sugli alberi e riesce
a mantenere l’equilibrio in qualsiasi posizione.
Così
come il cugino selvatico, anche il gatto domestico marca continuamente
il territorio e quindi se non lo può fare all’aperto, sicuramente
sono prese di mira le poltrone e i mobili di casa.
Le vocalizzazioni emesse dal gatto selvatico domestico
ricordano quelle emesse dallo stretto parente selvatico.
Il
periodo riproduttivo è accompagnato da vocalizzazioni e da combattimenti
tra maschi. Al momento dell’accoppiamento, il maschio mordicchia
la testa della compagna. Gli accoppiamenti si ripetono per tutto
il periodo dell’estro. Le femmine sono sessualmente mature tra
i sei e gli otto mesi ed il maschio non riesce ad accoppiarsi
sino ai dieci mesi.
Dopo
circa due mesi di gestazione nascono 3-6 gattini, completamente
ciechi per le prime due settimane. Progressivamente acquistano
sicurezza ed iniziano a scorazzare in prossimità della tana sotto
lo sguardo vigile della mamma, sino al raggiungimento della completa
indipendenza.
Questo
Felide è presente praticamente ovunque, ad eccezione delle regioni
polari.
Nell'antico Egitto, a causa della sua
capacità di contenere le popolazioni di roditori dannose all'agricoltura,
il gatto divenne oggetto di venerazione. La divinità egizia Bast,
dipinta con il corpo di una donna e la testa di un gatto, era
dispensatrice di amore e fecondità. I gatti egizi erano usati
anche per la caccia. Legati al guinzaglio, questi animali cacciavano
volatili per la mensa dell'uomo: un boomerang, lanciato dal padrone,
abbatteva gli uccelli che venivano poi recuperati dal gatto, lasciato
libero. Poiché erano economicamente utili e si pensava che assicurassero
fecondità alla famiglia, i gatti erano oggetto di tale venerazione,
che a volte venivano mummificati e sepolti con i loro padroni
o in appositi cimiteri.
Durante il Medioevo i gatti furono generalmente
temuti e odiati, soprattutto a causa delle loro abitudini notturne,
per le quali si credeva che fossero alleati del demonio. Nel corso
dei secoli questa associazione con l'occulto e la stregoneria
è stata responsabile di molti atti di crudeltà verso i gatti.
Il Rinascimento fu, invece, l'epoca d'oro di questi animali e
tutti ne avevano uno, dai membri delle famiglie reali, ai cortigiani
fino ai contadini.
In India spesso i gatti hanno un ruolo
importante nelle cerimonie religiose o nei riti occulti. In Sud
America gli inca ritenevano sacri questi animali e il gatto si
trova rappresentato in numerosi artefatti delle civiltà precolombiane.
I gatti continuano a essere venerati come divinità in paesi come
la Thailandia e la Cina.
Addirittura l’antico Talmud babilonese
parla delle loro ammirevoli qualità e incoraggia l'allevamento
dei gatti "per aiutare a mantenere pulite le case".
NON TUTTI SANNO CHE:
Nonostante
il gatto trascorra molto tempo in compagnia del padrone, lo spirito
di questo animale è sempre e comunque libero.