Nome comune: RAGNO
Ordine: Ragni
Classe: Aracnidi
CARATTERISTICHE:
I
ragni sono degli animali antichissimi. I primi fossili risalgono
a 400-350 milioni di anni fa, e quindi sono tre volte più vecchi
dei dinosauri e cento volte più vecchi dell’uomo. Sono state individuate
35000 specie, e probabilmente altrettante non sono ancora state
scoperte.
Il
ragno possiede quattro paia di arti per spostarsi, un paio di
arti vicino alla bocca che terminano con delle pinze e un paio
di arti posti dietro la bocca.
Non
posseggono né antenne né ali. Quindi si differenziano notevolmente
dagli Insetti, che possiedono tre paia di zampe, molti sono alati
e posseggono antenne.
Le
caratteristiche fondamentali del ragno sono il corpo diviso in
due parti e la capacità di produrre e di tessere la seta.
Come
tutti gli invertebrati, il ragno non possiede uno scheletro interno,
e la rigidità del corpo è dovuta alla produzione di una sostanza
che si indurisce esternamente, divenendo una sorta di corazza,
detta cuticola o carapace. Questa ha la duplice funzione di proteggere
il corpo dalle aggressioni esterne e di fungere da scheletro,
dove i muscoli si possono ancorare. Questo particolare “scheletro”
non si accresce con il ragno, e, quindi, l’animale è costretto
a cambiare la sua cuticola ad intervalli di tempo regolari. In
questo periodo di cambiamento (durante la muta) il ragno è estremamente
vulnerabile agli aggressori, e preferisce, quindi, rimanere nascosto.
Il corpo è diviso in due parti dette cefalotorace
(fusione del capo e del tronco) e addome, unite da un peduncolo.
Sulla porzione anteriore (cefalotorace) troviamo la bocca che
presenta un piccolo apertura con la funzione di aspirare i liquidi
alimentari; sempre nel cefalotorace troviamo il cervello, l’insieme
dei muscoli utili per il movimento, le ghiandole velenifere (in
alcune specie poco sviluppate o assenti) e le ghiandole digestive.
Sulla porzione anteriore dell’addome sono presenti quattro piccoli
orifizi che permettono al ragno di respirare, sulla porzione ventrale
si trovano le aperture genitali, e all’estremità si trova il tubercolo
anale.
Gli
uncini, o cheliceri, presenti sul capo hanno svariate funzioni,
che si differenziano tra le specie: per l’inoculo del veleno,
fondamentale per immobilizzare e afferrare la preda, oltre che
principale mezzo di difesa; per lo scavo della tana in terreni
durissimi; per la cura della covata (ad esempio alcuni ragni si
spostano con le uova, sino a che non schiudono, per proteggerli
da eventuali predatori; altri lasciano le uova nella tana e le
espongono al sole per accelerare la schiusa). Per queste ragioni,
i cheliceri sono anche chiamati “le mani del ragno”.
I
palpi, o “zampe-mascelle”, poste in prossimità della bocca, permettono
al ragno di informarsi su ciò che si presta a mangiare; inoltre,
nei maschi, i palpi presentano i bulbi copulatori, che aspirano
il seme dall’organo sessuale maschile e lo introducono in quello
femminile.
Sulla
parte anteriore del cefalotorace sono presenti di solito 8 occhi
(il numero varia con la specie), ma nonostante il gran numero,
la vista è piuttosto debole. Il tatto è assicurato dai peli che
ricoprono il corpo, incluse le appendici.
I
ragni possono essere di diversi colori, anche se solitamente sono
simili all’ambiente circostante così da non essere scorti dalle
prede e dai predatori.
Le
dimensioni possono variare notevolmente da pochi millimetri sino
a qualche decina di centimetri.
VITA ED ABITUDINI:
La
maggior parte dei ragni sono solitari e alcuni sono erranti; qualche
specie crea dei gruppi estremamente numerosi, sino a 10000 individui.
I
ragni sono sostanzialmente terricoli, e quindi vivono sulla terra.
Non possiamo dimenticare, però, la Argyroneta acquatica
che vive sott’acqua e per respirare e per divorare la preda crea
una bolla d’aria, appoggiata ad una pianta, alla quale ogni tanto
fa visita.
Sono
animali estremamente timorosi, preferiscono scappare e nascondersi
nella tana, anziché affrontare un potenziale pericolo. E così
quando veniamo “morsi” da un ragno, quasi sicuramente l’ha fatto
per legittima difesa e perché probabilmente non aveva scelta.
Tutti
i ragni sono carnivori e predatori. Quando il ragno ha catturato
la preda, la inietta con il veleno e con delle sostanze (enzimi)
che la digeriscono e poi la aspira. I ragni differiscono molto
per le tecniche di caccia: alcuni cacciano senza la tela (il ragno
rimane in attesa ad esempio in prossimità di un fiore sino a che
l’insetto è alla distanza ideale per essere pinzato mortalmente
e divorato; oppure si sposta alla ricerca di una preda); altri
si appostano in tana (il ragno scava la tana profonda qualche
decina di centimetri e si apposta in attesa del passaggio di qualche
preda); alcuni costruiscono delle ragnatele irregolari che terminano
nella loro tana (queste tele partono dal suolo, dove c’è la tana
del ragno, e si congiungono ad una foglia o ad un ramo); alcuni
sono dei veri e propri architetti e costruiscono delle tele circolari
(il centro della tela è collegata, attraverso un filo invisibile,
alla tana del ragno, così quando la preda incappa sulla ragnatela
alcune vibrazioni ne segnalano la presenza; il predatore giunge
velocemente sulla malcapitata inietta il veleno e la “imballa”
con un filo di seta). Queste sono solo alcune delle tecniche di
caccia.
Tutti
i ragni producono la seta. Questa ha diverse funzioni. Ad esempio,
per costruire dei piccoli contenitori (bozzoli) per contenere
le uova; talvolta la madre tesse delle tele chiamate “nidi”, che
ospitano i piccoli appena usciti dal guscio. La seta è soprattutto
utilizzata per costruire o per sistemare il rifugio ad esempio
unendo due foglie con pochi fili, oppure per tessere delle casette
molto più complesse per proteggere il ragno dalle intemperie;
inoltre nel periodo della muta, il ragno per nascondersi da eventuali
predatori, si camuffa con la seta o costruisce delle vere e proprie
capannine. Nei ragni più evoluti, la seta serve per costruire
le ragnatele ossia degli straordinari sistemi di caccia. Possiamo
trovare delle tele semplici ed altre molto complesse (strutture
perfettamente circolari unite da fili di qualità diverse): per
procurarsi il cibo tessono delle tele nei giardini, tra le rocce,
tra gli oggetti più diversi che sono delle grandiose opere architettoniche.
La
seta serve anche per creare il filo con il quale il ragno si sposta
agilmente da un punto all’altro, come se utilizzasse un parapendio.
Questo è utilizzato anche in caso di pericolo: il ragno si lascia
cadere, fingendosi morto, e risale velocemente non appena il pericolo
è cessato.
Il
ragno è solitamente solitario, e quindi trovare un partner per
accoppiarsi può non essere così facile. Ancor prima di cercare
la compagna, il maschio “carica” di seme i suoi bulbi genitali,
portati dai palpi. Sembra che la femmina lasci delle sostanze
odorose particolari (feromoni) sui fili di seta, che consentono
al maschio di rintracciarla. Individuata la femmina, il maschio
deve farsi riconoscere attraverso delle “danze”, in caso contrario
potrebbe essere confuso per una preda e divorato. Nonostante il
maschio di qualche specie “leghi” la compagna con del filo si
seta durante l’accoppiamento, non sempre è sufficiente per evitare
di essere mangiati dall’insaziabile compagna dopo l’accoppiamento.
In altre specie il maschio dona una preda ed attende che la compagna
sia impegnata a mangiarla prima di avvicinarsi per l’accoppiamento.
Potrebbe
sembrare un comportamento assurdo, ma infondo il maschio si “sacrifica”
per nutrire colei che porta la prole, e quindi favorisce la sopravvivenza
della specie.
I
ragni si impegnano molto nella protezione della prole. Inizialmente
la femmina tesse della seta sulla quale depone le uova (da poche
a centinaia di unità in relazione alla specie), poi i bordi della
tela sono piegati così da formare una sorta di sacchetto (bozzolo).
Spesse volte dopo aver tessuto la tela la madre muore. Prima però
il bozzolo è mimetizzato, nascosto e poi abbandonato; altre volte,
la madre controlla il bozzolo morendogli accanto. In alcune specie
la madre si porta appresso il bozzolo, oppure lo porta all’esterno
della tana nelle belle giornate di sole. Di solito i giovani ragni,
raggiunto un certo grado di sviluppo, tendono ad abbandonare l’area
natale facendosi trasportare a chilometri di distanza dal vento.
Come
abbiamo visto i ragni sono dei predatori, ma essi stessi sono
predati da uccelli, da mammiferi insettivori, da pesci, da insetti
(come le libellule) e da altri ragni.
Questi
animali possono essere incontrati praticamente ovunque, dalle
caverne più oscure sino ai deserti.
NON
TUTTI SANNO CHE:
I
ragni non godono di buona fama, eppure le loro incredibili ragnatele,
i loro tragici amori, la capacità di confondersi con l’ambiente
circostante, l’abilità di spostarsi agilmente da un luogo all’altro
grazie ad un semplice filo di seta dovrebbero stimolare esclusivamente
la nostra curiosità, sollevando questi piccoli animali dal triste
privilegio di essere i meno amati tra tutti gli invertebrati.