| Nome comune: RICCIO EUROPEO
Famiglia: Erinaceidi
Ordine: Insettivori
Classe: Mammiferi
CARATTERISTICHE:
Il
riccio è un insettivoro il cui corpo misura 25-30 cm, la coda 2-3
cm, l'altezza media 12-15 cm e il peso è variabile dai 400 ai 1500
gr.
Sul
dorso e sui fianchi sono evidenti numerosissimi aculei (leggeri,
ma estremamente resistenti ed acuminati) lunghi 2-3 cm e dello spessore
di 1 mm, di colore bruno scuro con l'estremità biancastra. Questo
particolare rivestimento viene utilizzato sia a fini offensivi che
difensivi. In caso di pericolo, infatti, grazie a particolari muscoli
a forma di cupola posti all’altezza del dorso e del capo, il riccio
può appallottolarsi e rizzare gli aculei. La corazza, nonostante
l'apparenza, non è una struttura rigida e permette all'animale di
assumere svariate posizioni, di superare ostacoli e di arrampicarsi
(anche verticalmente).
La
testa e l'addome sono ricoperti da lunghi peli rigidi di colore
bruno-chiaro. Il muso è appuntito e sempre umido. Le corte zampe
e la coda sono poco visibili. Gli occhi e le orecchie sono piccoli
riflettendo le abitudini notturne.
VITA ED ABITUDINI:
Il riccio è una specie crepuscolare-notturna, è estremamente
elusivo e conduce una vita per lo più solitaria. Esso trascorre
le ore diurne nascosto nella tana ottenuta tra le rocce o tra cumuli
di legname. Nei mesi più freddi dell'anno, da ottobre ad aprile,
l'insettivoro va in letargo ricavando il proprio nido in un luogo
riparato e non soggetto a variazioni di temperatura.
Il
riccio è un ottimo cacciatore e, pur nutrendosi preferibilmente
di insetti, è in realtà un onnivoro alimentandosi anche di vermi,
chiocciole, bacche, frutti, rane, rettili, uova e nidiacei, oltre
che di piccoli mammiferi e di uccelli.
Il
periodo degli amori inizia ad aprile prolungandosi sino ad agosto
(secondo alcuni studiosi il periodo va da maggio ad ottobre). Durante
il corteggiamento, che può prolungarsi per ore, il maschio gira
intorno alla femmina emettendo particolari fischi ed urtandola con
la testa.
La
gestazione varia dalle 4 alle 5 settimane al temine delle quali
vengono alla luce 3-7 piccoli.
Essi
sono sordi e ciechi, e presentano sul dorso dei deboli aculei che
in breve tempo verranno sostituiti da quelli più robusti. A circa
un mese dalla nascita i giovani sono indipendenti e lasciano il
nido.
Nonostante
l'impenetrabile corazza, il riccio può essere predato da alcuni
rapaci notturni e dalla volpe. Talvolta le cause di morte non naturali
possono essere importanti quanto quelle naturali: infatti, il progressivo
peggioramento ambientale (ad esempio per la contaminazione da pesticidi)
e il traffico veicolare nelle aree urbanizzate sono fattori di mortalità
rilevanti.
L'habitat
è rappresentato da boschi, da siepi, da campi coltivati, da radure
e dalle periferie delle città. Sicuramente non predilige ambienti
umidi, anche se, in caso di necessità, può diventare un buon nuotatore.
Il riccio occupa l'Europa centro-occidentale, le zone costiere della
Scandinavia, la Gran Bretagna, l'Irlanda, la Russia e la Siberia.
In Italia lo possiamo incontrare su tutto il territorio. Affini ai ricci sono le gimnure.. Una specie, il ratto
lunare, vive nelle pianure del Borneo, di Sumatra e della
penisola malese.
NON
TUTTI SANNO CHE:
E’
opinione comune che il riccio sia immune al morso delle vipere,
forse per la corazza costituita mediamente da 3.500-7.000 aculei,
ma c'è chi ne ha contati ben 16.000!
essere
ascoltato a più di 100 m di distanza.
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