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Nome comune: TIGRE
Famiglia: Felidi
Ordine: Carnivori
Classe: Mammiferi
CARATTERISTICHE:
La
tigre è tra i più grandi felini esistenti. In particolare la tigre
siberiana è la sottospecie più grande, raggiungendo il record
di 384 Kg nel maschio. Generalmente il peso varia in relazione all’ambiente
colonizzato e alla sottospecie considerata: ad esempio la tigre
indiana pesa tra i 180 e i 260 kg, è lunga dalla testa all’estremità
della coda 2.7-3.1 m; la tigre di Sumatra è di dimensioni
inferiori, al massimo 150 kg e 2.7 m di lunghezza. La femmina è
più piccola del maschio.
Come
negli altri Felidi, la struttura corporea della tigre riflette l’adattamento
alla predazione e all’uccisione di grosse prede. Gli arti posteriori
sono più lunghi di quelli anteriori, per ottimizzare il salto; le
spalle e le zampe anteriori sono provviste di una forte muscolatura;
le zampe presentano unghie retrattili così da bloccare la preda;
la mandibola è massiccia.
La
sua folta pelliccia è giallo-dorata con delle bande trasversali
nere su tutto il corpo; il ventre appare più chiaro; il muso è caratterizzato
dai colori giallo e bianco, oltre che dalle striature nere disposte
in modo circolare e trasversale, dagli evidenti baffi sensoriali
(vibrisse) e dalle orecchie tondeggianti.
VITA ED ABITUDINI:
Diversamente dai cugini ghepardo e leone, la tigre
non predilige gli ambienti aperti. E’ un cacciatore solitario che
si nasconde tra la vegetazione; insegue silenziosamente la preda
(anche 20 km in una notte) sino al momento opportuno per sferrare
l’attacco: la morte della preda sopraggiunge per soffocamento dopo
un solo prolungato morso, al collo o alla gola; talvolta la presa
è mantenuta per svariati minuti dopo la morte dell’animale. Questo
è poi trascinato nel folto della vegetazione, dove viene consumato
in tranquillità. In una notte una tigre può consumare sino a 35
kg di carne, anche se generalmente si nutre in media di 15-18 kg
per giorno. La caccia non è semplice e, infatti, solo uno dei 10-20
tentativi termina con successo. Si è stimato che una madre con due
piccoli da sfamare necessiti di circa 60-70 prede per anno (circa
una ogni 5-6 giorni), che si riducono a 50-60 prede (una ogni 8
giorni) per una femmina senza piccoli. La dieta include svariati
tipi di erbivori; raramente, grosse prede, come elefanti, rinoceronti,
ecc.; qualora vi sia stata una restrizione dell’areale e le prede
selvatiche scarseggino, anche il bestiame può essere predato. La
madre con il suo piccolo rappresentano la struttura sociale di questa
specie. Per la rimanente parte dell’anno la tigre è un animale solitario.
La
superficie occupata dal maschio può essere anche 5 volte più grande
di quella della femmina. Spesso l’area maschile include più aree
femminili, ma non si sono osservate sovrapposizioni di superfici
fra individui appartenenti allo stesso sesso. Può accadere che durante
gli spostamenti un individuo attraversi l’area occupata da qualche
altra tigre, senza soffermarsi. La presenza è comunicata attraverso
segnali chimici (spruzzando sugli alberi urina e sostanze odorose
e distribuendo feci) e segnali visivi (grattando il terreno in punti
specifici e gli alberi): questi segnali, oltre che territoriali,
possono servire ad un maschio per capire se nel suo territorio c’è
una femmina in estro, in grado di riprodursi. Per la femmina l’importanza
del territorio è associata alla disponibilità di cibo e quindi alla
sopravvivenza dei figli; per il maschio il territorio acquista rilevanza
per la presenza delle femmine e la garanzia di paternità. Così come
accade nei leoni, anche in questo caso il maschio, che occupa un
nuovo territorio, può uccidere i figli del maschio che l’ha preceduto,
eliminando così i caratteri dell’avversario ed inducendo la femmina
ad accoppiarsi più velocemente.
La tigre inizia a riprodursi verso i 3-4 anni. Gli
accoppiamenti cadono mensilmente negli ambienti tropicali, mentre
nelle zone più a nord si limitano ai mesi invernali. La femmina
è recettiva per pochi giorni, e in questo periodo gli accoppiamenti
si ripetono più e più volte (anche 100 volte in due giorni). Dopo
circa 100 giorni di gestazione nascono 3-4 piccoli ciechi, di circa
1 kg. La madre si prende assicura loro il cibo e la protezione nella
tana, sino a che non saranno in grado di seguirla (a circa 2 mesi
d’età). I piccoli sono completamente dipendenti dalle cure materne
sino ai 18 mesi, ma possono rimanere con la madre sino ai 2 anni
e mezzo.
Successivamente
i giovani si allontanano per cercare un proprio territorio: la fase
di abbandono del territorio natale e la ricerca di una zona propria
viene definita dispersione.
La
tigre tende ad evitare l’incontro con l’uomo: i rari casi di aggressione
all’uomo si sono verificati quando l’animale si è sentito minacciato
e senza via di fuga. Nonostante i casi siano stati estremamente
sporadici, la tigre è spesso soprannominata la “mangiatrice di uomini”.
Le
otto sottospecie sono presenti in India, in Manciuria, in Cina e
in Indonesia.
NON
TUTTI SANNO CHE:
Pochi
animali hanno evocato sentimenti così forti di timore e di paura
come la tigre. Per secoli il suo comportamento ha ispirato leggende
e, il fatto che occasionalmente l’uomo abbia fatto parte della sua
dieta, ne ha intensificato il fascino.
La
tigre è altamente minacciata in tutti i suoi originari ambienti
(si ritiene che le tigri di Bali e del Caspio siano ormai estinte):
non solo per la distruzione e la riduzione dei suoi habitat., ma
anche per le azioni di bracconaggio:
delle tigri vengono infatti, utilizzate pelle e ossa, a cui la medicina
tradizionale cinese attribuisce particolari poteri terapeutici.
Si stima che la popolazione di tigri allo stato selvatico comprenda
dai 4000 a 5000 esemplari.
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