| Nome comune: Zebra
Famiglia: Equidi
Ordine: Perissodattili
Classe: Mammiferi
CARATTERISTICHE:
La
zebra di Burchell è di gran lunga la zebra più comune,
anche se, in quantità minore, esistono altre specie distinte
soprattutto in base alla disposizione delle strisce.
In
relazione all’evidente manto a strisce bianche e nere, è stata scherzosamente
nominata “cavallo in costume”, anche se il ragliare l’avvicina più
ad un asino che ad un cavallo. Il disegno a strisce varia con la
regione geografica: nel nord dell’Africa le strisce sono nere e
ben definite e si estendono trasversalmente lungo le zampe sino
agli zoccoli; più a sud del continente le strisce comprendono anche
bande di color marrone, non portandosi oltre il ginocchio.
La zebra di montagna è la specie più piccola, raggiungendo circa
1,2 m di altezza.
La specie più grande è la zebra di Grevy. Questo animale raggiunge
1,5 m di altezza alla spalla e ha un mantello caratterizzato da
numerose strisce sottili.
La
zebra, così come gli altri Perissodattili (rinoceronti, tapiri e
cavalli), possiede dita dispari, ed il peso del corpo è portato
principalmente o interamente dal terzo dito. Le dita sono protette
dallo zoccolo.
Gli
appartenenti a questo Ordine sono esclusivamente erbivori e la fila
larga e continua dei molari è un’evidente adattamento all’alimentazione
a base di erba.
VITA ED ABITUDINI:
Le zebre vivono spesso con giraffe, gnu, struzzi ed
altri animali vegetariani delle steppe.
Condurre
la propria esistenza con specie diverse ha sicuramente i suoi vantaggi:
ad esempio la zebra possiede olfatto ed udito buoni, ma non possiede
una vista acuta come gli struzzi; e chi meglio della giraffa può
scrutare l’orizzonte dall’alto della sua “torre di vedetta”? Essi
si completano quindi a vicenda con i loro sensi. Il leone, che rappresenta
il principale predatore della zebra, deve adottare strategie estremamente
raffinate per portare a termine con successo la propria azione di
caccia.
Le
peculiari striature bianche e nere sono state a lungo studiate dagli
zoologi: secondo alcuni, il manto permette una maggior possibilità
di mimetizzarsi alla vista del predatore, che potrebbe essere disorientato
da un branco di zebre in corsa; inoltre, il contorno poco definito
della zebra si accentua con il calore della terra africana e tra
le steppe. Questa forma di mimetizzazione, che ha il compito di
confondere il contorno del corpo dell’animale, è detta somatolisi,
ed è comune tra altri Mammiferi, tra svariati Uccelli, Rettili ed
Anfibi. Secondo altri studiosi, le bande bianche e nere non giustificherebbero
in modo chiaro una strategia antipredatoria: sia perché le zebre
pascolano in ambienti aperti, sia perché si associano ad altri animali,
come gli gnu, sia perché non troverebbe spiegazione il fatto che
andando da nord a sud il manto diventi più chiaro. Quindi le zebre
contrasterebbero l’azione dei predatori sfruttando principalmente
i propri sensi (l’udito e l’olfatto) e la fuga, più che il mimetismo.
Le zebre vivono in gruppi familiari piuttosto stabili,
di una quindicina di animali. All’interno troviamo uno stallone
(maschio adulto), le femmine e i loro piccoli. Quando i giovani
crescono anche la struttura del gruppo evolve: le femmine raggiunta
la maturità sessuale, 1-2 anni, sono rapite da atri stalloni. I
giovani maschi all’età di 1-3 anni, lasciano il gruppo natale e
si uniscono ad altri coetanei formando gruppi di una quindicina
di individui. Dovranno attendere 5-6 anni prima di potersi riprodurre:
infatti, anche se la maturità sessuale è raggiunta prima, devono
sottostare al volere degli stalloni più anziani che li allontanano
dalle femmine. Come spesso accade nel mondo animale, per riprodursi
non è sufficiente essere sessualmente maturi, ma è fondamentale
esserlo socialmente.
La
femmina partorisce per la prima volta all’età di 3 anni dopo una
gestazione di 53 settimane, ed anche se i parti avvengono durante
tutto l’anno essi sono principalmente concentrati tra ottobre e
marzo. Sembra che nascano in ugual numero maschi e femmine, e questo
fa sì che molti stalloni rimangano scapoli per tutta la vita.
La
zebra di Burchell la possiamo ammirare in svariate parti dell’Africa
a sud del Sahara. Inoltre la zebra di montagna è presente nell’Africa
sud occidentale; la zebra di Grévy vive in Somalia ed Abissinia
meridionale e nel Kenia settentrionale (un tempo abbondante, questa specie è oggi quasi estinta).
NON
TUTTI SANNO CHE:
Le
caratteristiche bande bianche e nere del manto della zebra sono
proprie di ogni individuo, così come l’impronta digitale dell’uomo.
Questo ha permesso agli studiosi di distinguere ogni singolo soggetto
anche tra centinaia di altri individui, del tutto simili ma non
uguali tra loro.
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