Nome comune: ASINO
Famiglia: Equidi
Ordine: Perissodattili
Classe: Mammiferi
CARATTERISTICHE:
L'asino domestico probabilmente deriva
dall'asino selvatico africano .Più piccoli del cavallo, l'asino
domestico e l'asino selvatico africano misurano circa 1,25 m in
altezza alla spalla.
Hanno orecchie molto lunghe, un mantello grigio con le parti inferiori
e il muso bianchi, una criniera corta ed eretta e la coda con un
ciuffo terminale di lunghi peli.
L'asino venne addomesticato dagli egiziani
verso il 4000 a.C..
Ha
zampe più robuste di quelle del cavallo, che fanno di esso un animale
più sicuro sui sentieri di montagna. L'asino, può vivere dai 25
ai 50 anni. L'asino selvatico africano galoppa a una velocità massima
di 50 km/h. L'asino
selvatico asiatico o emione, che vive nelle regioni
desertiche della Mongolia, è leggermente più grande della specie
africana e ha orecchie molto più piccole. Solitamente ha un colore
marrone-rossiccio, ma può essere anche giallastro o grigio. Galoppa
a una velocità massima di 70 km/h e può mantenere un passo di circa
24 km/h anche per due ore. Il kiang è il più grosso
degli emioni e vive sugli altipiani del Tibet. L'unica altra specie
asiatica è l'onagro, e conosciuto anche come asino
selvatico persiano; si tratta di un animale più piccolo e agile,
con un bel mantello giallo-marrone. Vive nelle regioni desertiche
dell'Iran e della Siria, spingendosi a est fino all'India. L'asino
selvatico è cacciato per la carne, considerata migliore di quella
di cervo, e per la pelle, utilizzata per confezionare un particolare
tipo di pellame, chiamato zigrino. In Africa ne rimangono solo circa 3000
esemplari, mentre in Mongolia vi sono alcune mandrie selvatiche
di circa 1000 capi. Il periodo dell'accoppiamento coincide con la
stagione delle piogge e la femmina dà alla luce un singolo puledro
circa un anno dopo.
L'asino è stato utilizzato come bestia da soma e per ottenere
i muli, che sono ibridi derivanti dall'incrocio
della cavalla con l'asino.
VITA ED ABITUDINI:
L’asino
selvatico vive in piccoli gruppi guidati da vecchie femmine. I
maschi in genere creano delle piccole bande o conducono una vita
solitaria, avvicinandosi alle femmine solo nel periodo riproduttivo.
L’approccio non era semplice; infatti, il maschio si avvicina
alla femmina gridando all’impazzata, scalciando e mordendola e
alla fine la poveretta, nonostante si difenda con tutte le forze,
cede solo per spossatezza. La conquista della mandria comporta
anche una lotta cruenta tra gli stessi maschi. L’asino selvatico
della Somalia inizialmente era una specie molto curiosa, che si
avvicinava agli accampamenti; successivamente l’esperienza lo
ha indotto a divenire un animale prudente e timoroso. Per evitare
l’incontro con l’uomo, si è ritirato negli altipiani bruciati
al sole tra i dirupi erosi dal vento e le gole più impenetrabili.
Il fatto incredibile è che, anche da un ambiente così inospitale,
sia riuscito con poche erbe dure e legnose e qualche cespuglio
non solo a sopravvivere, ma a vivere in buone condizioni. Attualmente
la totale estinzione è scongiurata dalla sua capacità di riprodursi
negli zoo e nei giardini zoologici.
L’asino
domestico è utilizzato da migliaia di anni dall’uomo come animale
da soma e da sella. Si ritiene che l’inizio di questo “matrimonio”
risalga ad epoche preistoriche in Oriente.
Sfortunatamente
la sua natura forte e robusta, le sue abitudini frugali e il suo
carattere ostinato hanno sempre indotto l’uomo a trattarlo con
minor cura e maggior durezza rispetto agli altri animali domestici.
Il carattere non sempre facile si manifesta anche nel mulo, che
si ottiene dall’accoppiamento di un asino con una giumenta (cavalla),
oppure nel bardotto, che deriva dall’accoppiamento di uno stallone
(cavallo maschio) con un’asina. Nonostante il loro carattere scontroso
questi si sono dimostrati animali da soma e da sella estremamente
resistenti, oltre che degli ottimi arrampicatori, tanto da guadagnarsi
la stima degli abitanti della montagna. Inoltre, sia il bardotto
che il mulo non sono in grado di riprodursi.
Anche
il maschio dell’asino domestico, così come i suoi progenitori,
può sfoggiare un comportamento estremamente violento per il possesso
della femmina e nei confronti degli altri maschi. Questi emettono
delle urla acutissime, così da indurre in allerta eventuali competitori.
Dopo
una gravidanza di circa 12-13 mesi, la femmina partorisce solitamente
un piccolo che alla nascita possiede una testa molto grande rispetto
al corpo.
L’asino
è una specie abbastanza longeva e può vivere 30-40 anni.
L’habitat
dell’asino selvatico della Nubia si estendeva dal Sudan orientale
al Mar Rosso; mentre l’asino selvatico della Somalia un tempo
era diffuso in Somalia e in Abissinia. Per quanto riguarda l’attuale
asino domestico esso è presente in tutto l’Oriente, nell’Africa
settentrionale, nell’Europa meridionale, in Cina, in Mongolia
e nel Sudamerica.
CURIOSITA’:
Il
comportamento dell’asino domestico dipende dal padrone….trattato
e tenuto bene si dimostra svelto, docile ed operoso; in caso contrario
è pigro e testardo.