Nome comune: AVVOLTOIO
Famiglia: Accipitridi
Ordine: Falconiformi
Classe: Uccelli
CARATTERISTICHE:
Nome comune di vari uccelli che si nutrono di carogne e sono
divisi in due gruppi: gli avvoltoi del Vecchio Mondo, che probabilmente
discendono da uccelli simili all'aquila, e quelli americani che,
nonostante la loro somiglianza con i grandi rapaci, sono più vicini
alle cicogne, con le quali condividono numerose caratteristiche
anatomiche e comportamentali. Le specie di avvoltoi africani ed eurasiatici sono le più
riprese nei documentari naturalistici e dunque le più note.
Le ali sono grandi e lunghe così da favorire il volo planato o veleggiato.
L’apertura alare varia tra le diverse specie passando da 1.5 m del
capovaccaio ai 2.9 m nell’avvoltoio monaco.
La vista è eccezionale e la capacità di vedere piccoli oggetti,
anche a distanze notevoli, è stata verificata e per mezzo di essa controllano dall'alto gli altri avvoltoi che scendono
a terra per cibarsi. In base a osservazioni compiute in Africa accanto
alle carcasse di animali uccisi dai leoni, sembra che negli stormi
misti, formati da diverse specie di avvoltoi, esista una gerarchia
definita, per cui le specie più piccole non possono iniziare a nutrirsi
prima che le specie più grandi e forti non abbiano terminato il
loro pasto. A differenza degli “Avvoltoi del Nuovo Mondo”, l’olfatto sembra essere
scadente.
VITA ED ABITUDINI:
Gli avvoltoi sono posti all’apice della
piramide ecologica , cioè al di sopra dei grandi predatori. Tra
gli “Avvoltoi del Vecchio Mondo”, ognuno si è specializzato nell’alimentazione.
Se consideriamo una carcassa intatta, le parti più piccole, i
frammenti di carne, ossa e tessuti necessitano di una specie con
un becco lungo, sottile e scarsamente uncinato (in Europa il capovaccaio);
le parti più tenere, le interiora e la carne in putrefazione necessitano
di un uccello
con il becco mediamente robusto e uncinato, con la testa e il collo
implumi, così da assicurare una buona igiene dopo i pasti (in
Europa il grifone); le parti più dure richiedono un avvoltoio
con un becco molto robusto e altamente uncinato (in Europa l’avvoltoio
monaco); gli ultimi resti, come le ossa vecchie di mesi,
sono consumate esclusivamente dai gipeti.
I mammiferi carnivori sono spesso degli ottimi alleati degli avvoltoi,
lasciando molti resti del proprio pasto a disposizione degli eccezionali
spazzini del cielo.
In genere il volo nuziale include voli lenti e sincronizzati, e,
talvolta, il maschio volge le zampe verso la femmina la quale
può rispondere girandosi e afferrando gli artigli del compagno.
Il capovaccaio è un piccolo avvoltoio che vive in ambienti
molto aridi. Si nutre, oltre che di carcasse di animali più o
meno grandi, anche di insetti, di chiocciole, talvolta di spazzatura
(e persino di feci umane) in prossimità di alcuni villaggi africani
ed asiatici.
Inoltre ha una predilezione per i nidi di fenicottero e di struzzo:
le uova di quest’ultimo sono rotte da alcuni individui rimanendo
in piedi e lasciandoci sopra cadere delle pietre. Il nido rudimentale
(con rami, pelo, rifiuti vari ed escrementi) è costruito di solito
in cavità rocciose, talvolta sugli alberi e sugli edifici. Entrambi
i genitori collaborano alla creazione del nido, che può essere
utilizzato più volte, e alla cura dei piccoli che nascono dopo
un’incubazione di circa 42 giorni.
L’avvoltoio monaco è di grandi dimensioni (quasi 3
m di apertura alare) con ali squadrate, lunghe e larghe. Il suo
becco è molto robusto ed uncinato. Il capo ed il collo sono nudi
ed un collaretto di piume è posto alla base del collo. Il piumaggio
è bruno lucente. Le zampe sono robuste con dita brevi. Vive in
ambienti vari, talvolta anche fittamente alberati intervallati
da spazi aperti. Solitamente conduce una vita solitaria, al massimo
in coppia o pochi individui. Quando si trova in prossimità della
carcassa si fa spazio gonfiando e scostando le ali, abbassando
il capo e saltellando pronto a sferrare rischiosi colpi di becco
verso i competitori. La dieta è rappresentata principalmente da
carcasse, incluse le parti dure, e, talvolta, anche da piccoli
animali vivi o in difficoltà o, occasionalmente, da pesci e rettili.
Il grande nido (sino a 3 m di diametro) è di solito costruito
su alberi piuttosto contorti ed è tappezzato da pelli, peli e
rami. Entrambi i genitori partecipano alla costruzione del nido,
alla cova e alle cure parentali (le cure volte ai piccoli da parte
dei genitori). L’unico uovo deposto schiude dopo un’incubazione
di circa 50-60 giorni. Sfortunatamente questa specie è ad elevatissimo
rischio di estinzione.
Le altre due specie europee di avvoltoio
sono il gipeto e il grifone.
Il capovaccaio lo possiamo ammirare in Africa, nell’Europa
meridionale, in Medio Oriente, in Asia sud-occidentale e in India;
l’avvoltoio monaco è presente in Europa meridionale,
in Turchia e ad oriente sino alla Cina; il gipeto lo possiamo
incontrare, con un po’ di fortuna, in Europa meridionale, in Asia
centrale e in Africa settentrionale, centro-orientale e meridionale;
il grifone è presente in Europa meridionale e in
Africa settentrionale.
NON TUTTI SANNO CHE:
Il termine “avvoltoio” è spesso associato ad un significato figurativo
di ingordigia, viltà, invidia, avarizia, ecc. e quindi nel linguaggio
corrente è riferito sempre ad aspetti altamente negativi. In passato
il ruolo figurativo dell’avvoltoio era ben diverso: ad esempio
assunse un significato divino nell’antico Egitto, quando questo
grande uccello venne considerato l’accompagnatore dell’uomo nel
cammino dopo la morte, perché oltre che a cibarsi del corpo assumeva
anche lo spirito avvicinandolo alla divinità, della quale divenne
la rappresentazione, il totem.