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Nome comune: ANGUILLA

Famiglia: Anguillidi

Ordine: Anguilliformi

Classe: Osteitti o Pesci ossei

CARATTERISTICHE:

L’anguilla presenta un corpo serpentiforme, la cui lunghezza può raggiungere i 140 cm. Questi pesci vivono nelle acque costiere basse di tutto il mondo e la maggior parte di essi non ha scaglie, ma è protetta da uno strato di secrezioni viscide. Le pinne dorsali, che si estendono quasi dalla testa fino alla coda, forniscono a questi nuotatori forti e flessuosi gran parte della spinta. Nel periodo della riproduzione, pesci appartenenti a questo ordine sono stati rinvenuti alla profondità di circa 430 m.

VITA ED ABITUDINI:

Prima di assumere l'aspetto sopra descritto, le anguille attraversano una lunga fase di sviluppo larvale, nella quale la specie ha un aspetto assai diverso, ed una successiva fase postlarvale, in cui la piccola anguilla è ancora depigmentata.

Il "leptocefalo", è la forma larvale marina tipica degli Anguilliformi. Il leptocefalo dell'anguilla presenta forma a foglia di salice, ha testa molto piccola, è fortemente compresso in senso laterale ed è completamente trasparente, sono evidenti i 112-117 miomeri che compongono il corpo. Si sviluppa dalla larva dopo la schiusa dell'uovo, nell'area riproduttiva del Mar dei sargassi. Durante il periodo di 3-4 anni, in cui viene trasportato passivamente dalle correnti superficiali marine fino alle coste europee, cresce fino a lunghezze massime di circa 85 mm. Ai margini della platea continentale delle coste atlantiche, compreso il Mar Mediterraneo per i leptocefali trascinati attraverso lo Stretto di Gibilterra, subisce una metamorfosi graduale. In questa fase il corpo si riduce notevolmente in altezza e si accorcia in lunghezza, acquista una forma subcilindrica, l'ano e l'origine della pinna dorsale si spostano in avanti ed il muso si arrotonda. Nella successiva fase, nota come "cieca", l'anguilletta è già simile all'adulto ma resta depigmentata e trasparente. Le "cieche", di lunghezza variabile da 65 a 80 mm, iniziano la migrazione in acque interne, raggiungendo gradualmente l'aspetto definitivo, già evidente nelle giovani anguille denominate "ragani".

L’anguilla gialla è quella che non ha ancora raggiunto la maturità sessuale e vive nei laghi e nei fiumi, spesso adagiata sul fango dei laghi profondi.Il passaggio dall’anguilla gialla a quella argentea si verifica in un periodo compreso tra i 7 e i 20 anni. Numerosi cambiamenti permettono all’anguilla di adattarsi agli ambienti aperti marini ed oceanici: l’occhio diventa più grande; l’intestino inizia a ridurre le dimensioni, mentre gli organi riproduttori s’accrescono; anche il colore cambia passando dal giallo-bruno al grigio argenteo.Le anguille nascono nel Mar dei Sargassi dove da qui, gradatamente le giovani larve trasparenti (dette leptocefali) tornano verso l’Europa e l’Africa settentrionale lasciandosi trasportare alla deriva dalla corrente. Durante questa fase della migrazione il leptocefalo prende la forma dell’anguilla, ma rimane trasparente. Raggiunte le acque costiere risale i fiumi, e la giovane anguilla trasparente diviene giallo-bruno nutrendosi di animali che vivono sui fondali; infine, diventano individui adulti dal corpo nero e argenteo, completando così il loro ciclo vitale.

Quando l’anguilla raggiunge la maturità sessuale nei laghi e fiumi d’acqua dolce comincia la sua lunga migrazione che la porta nei luoghi di riproduzione. Nuota nei corsi d’acqua, ma a volte striscia come un serpente fra l’erba bagnata dei campi, fino a raggiungere l’oceano; vaga così a lungo, fintanto che non raggiunge le acque ricche di vegetazione del Mar dei Sargassi. Qui tutte le anguille depongono le uova in acque profonde e muoiono.

Le diverse abitudini alimentari e le condizioni termiche delle acque determinano una notevole variabilità nel tassi di crescita dell'anguilla: a parità d'età, le anguille a testa larga, che in virtù di mandibole più larghe e robuste predano animali di maggiore taglia, hanno lunghezze medie sensibilmente maggiori rispetto alle anguille a testa stretta. Le anguille di popolazioni dell'area mediterranea hanno crescita più veloce di quelle dell'area atlantica. Dati recenti rilevati su diversi ambienti salmastri dell'area alto-adriatica, mostrano che il conseguimento della condizione di anguilla argentina avviene per i maschi dopo 3,5-9,5 anni (36-54 cm) e per le femmine dopo 3,5-14,5 anni (39-100 -cm) a partire dallo stadio di cieca. Dalle curve di crescita calcolate per le anguille argentine di Comacchio e di Valle Nuova si notano sensibili differenze tra le due popolazioni. A Comacchio i maschi hanno taglie equivalenti a quelle delle femmine fino al 5° anno, quando misurano 30-35 cm in lunghezza totale; in seguito l'accrescimento delle femmine procede con incrementi superiori a quelli dei maschi: a 8 anni i maschi misurano circa 40 cm e le femmine circa 50 cm. 

A Valle Nuova sensibili differenze di taglia fra i due sessi sono già evidenti al 2° anno e la crescita procede più rapidamente: al 4° anno i maschi (circa 40 cm) e le femmmine (circa 50 cm) hanno taglie corrispondenti a quelle raggiunte in un tempo doppio a Comacchio. Nelle popolazioni di anguilla il rapporto numerico tra maschi e femmine sembra essere regolato da fattori ambientali che agiscono su un probabile sistema poligenico di determinazione del sesso: a partire da giovani individui indifferenziati che hanno una struttura della gonade di tipo maschile, i maschi si differenziano in modo definitivo allo stadio di anguilla argentina, mentre le femmine iniziano il differenziamento già allo stadio di anguilla gialla. Si suppone che in una determinata area la quantità di femmine sia regolata dalle capacità dell'ambiente: in condizioni di affollamento, non solo in allevamento, ma anche in condizioni naturali quando il reclutamento sia stato aumentato artificialmente, si avrebbe una maggiore produzione di maschi. Il sovraffollamento avrebbe due effetti: in condizioni favorevoli entrambi i sessi raggiungono più precocemente lo stadio di anguilla argentina e iniziano la migrazione riproduttiva; inoltre, la quota di individui indifferenziati che si differenziano in femmine è ridotta in proporzione, dato che i maschi consumano meno risorse e migrano prima delle femmine.

Predatori, parassiti e malattie - L'anguilla viene predata da lontre e grossi pesci, ma il suo sangue fortemente tossico, ne frena notevolmente la cattura. L'intestino dell'anguilla è parassitato da numerose specie di nematelminti e platelminti, quali Ascaris labiata, Deropristis inflatum, Dibothrium claviceps, varie specie di Echinorhynchus e Lecithochirium gravidum; i muscoli possono essere danneggiati da Trichina anguillae, le branchie dal crostaceo Ergasilus gibbus, e la cute da crostacei del genere Argulus.

NON TUTTI SANNO CHE :

Non appena usciti dall’uovo, i leptocefali si lasciano portare dalla corrente del Golfo, raggiungendo le coste europee in tre anni e quelle nordamericane in un anno.
© 2007 La Soffitta di Luna
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