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Nome comune: FACOCERO

Famiglia: Suidi

Ordine: Artiodattili

Classe: Mammiferi

CARATTERISTICHE:

Il facocero ricorda il cinghiale, ampiamente diffuso in Italia.

Il corpo è massiccio, gli arti sono magri e relativamente corti, e la testa è piuttosto allungata.

La sua pelliccia è costituita da setole nere con riflessi chiari poste sulla pelle grigia; la coda termina con un ciuffo di peli nerastri. Entrambi i sessi presentano, dalle orecchie sino alla base della coda, dei lunghi peli marroni-giallastri che si ergono in caso di stress. Delle setole chiare sono presenti all’interno delle orecchie, soprattutto nei giovani. Altre setole chiare, simili a dei baffi, si osservano ai lati del muso.

Il maschio possiede delle evidenti escrescenze della pelle sotto gli occhi e sotto le guance, lunghe anche 12 cm; anche la femmine le possiede, ma solo sotto gli occhi e di lunghezza inferiore rispetto al maschio (qualche centimetro).

Dalla mascella fuoriescono delle zanne, dovute alla crescita dei denti canini superiori che si piegano verso l’alto: sono davvero armi affilate, usate contro predatori come i leoni; quando, invece, combattono fra loro, i facoceri si spingono l'un l'altro e ricorrono solo di rado all'uso delle zanne.

Il Suide è lungo 110-140 cm e la coda circa 40 cm. Il peso è estremamente variabile e può oscillare dai 50 ai 110 kg.

VITA ED ABITUDINI:

Il facocero vive in gruppo nelle savane, nelle ampie distese erbose.

Il Suide è attivo principalmente nelle ore diurne e trascorre la notte riposando in cavità scavate nel suolo, riparandosi dalle intemperie e dai predatori. Nelle ore più calde della giornata, cerca riparo tra i cespugli o tra l’erba.

Questo animale vive solitamente in gruppo. Si possono creare associazioni di un maschio, di una femmina e della sua figliata; oppure femmine con i piccoli; oppure gruppi di individui di diverse età. I giovani maschi tendono a riunirsi, anche se al sopraggiungere della maturità sessuale ognuno prende la propria strada.

Quando due individui si incontrano per la prima volta, o quando un nuovo facocero accede in un gruppo, si avvicinano lentamente, allungano il collo, abbassano le orecchie verso il collo e si toccano l’estremità del naso. Terminato questo cerimoniale ognuno torna a mangiare. Se spaventati questi Suidi corrono velocemente, mantengono la coda in posizione verticale e cercano il contatto l’uno con l’altro. I facoceri, per evidenziare la loro presenza, strofinano il muso sugli oggetti, urinano e rilasciano delle sostanze prodotte dalle ghiandole degli occhi. Talvolta queste ultime formano delle evidenti macchie in prossimità degli occhi. Sono animali particolarmente attenti ai segnali di allarme inviati dagli altri abitanti della savana, per sfuggire all’aggressione di eventuali predatori (iene, leopardi, leoni,…).

Nel periodo riproduttivo i maschi si possono dimostrare aggressivi, soprattutto nei confronti di qualche estraneo al gruppo. Anche se gli scontri seri sono rari, si verificano corse l’uno contro l’altro oppure uno a fianco all’altro, oppure abbassano le ginocchia e si colpiscono con il capo.

Quando la femmina è disponibile all’accoppiamento è accompagnata ovunque dal maschio, talvolta condividendo lo stesso buco nel terreno. I giovani maschi, anche se in grado di accoppiarsi, sono solitamente allontanati dai maschi adulti.

La gestazione si prolunga per circa 170-175 giorni e il parto avviene all’inizio della stagione delle piogge: in questo periodo, grazie alla disponibilità di erba fresca, la femmina allatta la prole con maggior facilità. La femmina in procinto di partorire si isola e dà alla luce i piccoli in una cavità del terreno, così da proteggerli dagli sbalzi di temperatura. La mamma facocero può diventare aggressiva se la figliata è minacciata e comunque, se disturbata, la trasferisce in un nuovo rifugio.

Molto diffuso nelle pianure e nelle boscaglie aperte africane, il facocero è principalmente vegetariano e trascorre la maggior parte della giornata ad alimentarsi. La sua dieta comprendente erba, bacche, corteccia, radici , carogne, terra ed escrementi.  Anche se non comune, è stato osservato qualche facocero che ha ucciso e divorato serpenti e topi. Il facocero Non risente molto della carenza d’acqua anche se, quando disponibile, beve regolarmente. Ama ricoprirsi di fango per proteggersi dal caldo e dalle punture degli insetti.

Questo Suide lo possiamo incontrare in Africa, in particolare nella zona Subsahariana.

NON TUTTI SANNO CHE:

Soprattutto nel passato, il facocero non godeva di buona fama. Infatti, è stato associato all’immaginario popolare dell’Africa come “l’incarnazione dei peggiori sogni”…forse perché non reggeva il confronto con la grazia di una gazzella o con la fierezza del leone.


© 2007 La Soffitta di Luna
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