Famiglia: Giraffidi
Ordine: Artiodattili
Classe: Mammiferi
CARATTERISTICHE:
La
curiosità anatomica della giraffa è rappresentata dalle lunghissime
zampe, dal lungo collo e dal corpo, relativamente corto. Le
zampe anteriori sono più lunghe di quelle posteriori, cosicché
il profilo, dalla testa alla coda, tende verso il basso. Come
in tutti i Mammiferi, anche il collo della giraffa è costituito
da sette vertebre, le quali sono particolarmente allungate.
La lunghezza testa-corpo del maschio varia tra 4 e 5 m ed
il peso oscilla tra gli 800 e i 1900
kg; la femmina ha un peso leggermente inferiore variando tra
i 550 e i 1200 kg. I maschi e le femmine possono essere distinti
per il portamento: il maschio tiene il collo in posizione
verticale e la lingua stesa, così da raggiungere le foglie
più mature; mentre la femmina tiene il collo più retratto
nutrendosi delle foglie e degli arbusti più bassi.
La
coda, lunga circa un metro, è utilizzata come un frustino
per allontanare costantemente le mosche.
Gli
zoccoli della giraffa sono delle armi potenti per difendere
i piccoli dall’attacco di alcuni
carnivori: il colpo inferto al leone può avere conseguenze
mortali.
Entrambi
i sessi presentano sulla testa delle corna alte circa 20 cm,
terminanti con un ciuffo di peli, un altro paio più corte
poste posteriormente. Le corna del maschio, più spesse e più
pesanti di quelle della femmina, sono utilizzate durante i
combattimenti. Già ad una settimana dalla nascita il profilo
delle corna è delineato.
Tutta la struttura del corpo della giraffa è modificata
in relazione all’incredibile altezza:
ad esempio per assicurare che il sangue giunga uniformemente
in tutto il corpo sono presenti dei vasi sanguigni molto elastici
e delle valvole lungo il collo. Questi sistemi consentano
di non aumentare la pressione del sangue, anche quando il
capo è abbassato di qualche metro.
Il
manto della giraffa è caratterizzato da macchie rosse, arancio,
marroni e nerastre sullo sfondo crema: la disposizione, il
colore e la forma rimangono i medesimi per tutta la vita dell’animale,
cosicché ogni individuo può essere con certezza riconosciuto.
Il
miglior senso della giraffa è la vista, anche se l’udito e
l’olfatto sono piuttosto acuti. E’ un animale piuttosto silenzioso, anche
se è in grado si emettere un’ampia gamma di suoni.
VITA ED ABITUDINI:
La
giraffa è un animale sociale. I maschi non sono territoriali
e coesistono amichevolmente nella medesima area: questo è
permesso grazie al chiaro ruolo gerarchico che ognuno possiede,
così da non richiedere interazioni violente. Questa specie
si è adattata a mangiare le foglie poste in alto, non entrando
in competizione con altri erbivori che si nutrono delle piante
più basse. Essa trascorre molto tempo a nutrirsi e anche nelle
notti illuminate dalla luna, approfitta per mangiare. Predilige
le foglie e i germogli degli alberi e gli arbusti; inoltre,
se la stagione lo consente, anche fiori, frutti e semi. Questo
erbivoro ha evoluto strategie diverse per alimentarsi in
relazione alla tipologia di piante: ad esempio l’albero
di acacia possiede, oltre che prelibate foglie, spine molto
lunghe e robuste. In questo caso la giraffa afferra le foglie
con le labbra e con la lunga lingua (può essere estesa per
46 cm) portandole alla bocca.
Lo
spostamento della giraffa è caratterizzato da un movimento
ondulatorio con le zampe di un lato che si alzano contemporaneamente,
raggiungendo in corsa i 50-60 km orari. Quando si muovono al passo adottano un'andatura all'ambo,
muovendo simultaneamente le due zampe dello stesso lato. Dato
il loro peso notevole, in media di 800 kg, sono
incapaci di attraversare paludi o di guadare fiumi. In ambienti
asciutti, tuttavia, vagano in territori molto ampi e possono
allontanarsi dall'acqua anche per centinaia di chilometri.
A differenza di molti erbivori africani, le giraffe non migrano
durante la stagione secca poichè
ricavano cibo e acqua dalle foglie e non dall'erba: possono
vivere per più di un mese senza bere.
Il
maschio raggiunge la maturità sessuale a 42 mesi, anche se
per la maturità sociale, che gli consente di riprodursi, deve
attendere almeno l’ottavo anno. Il maschio più forte è in
grado di corteggiare e di accoppiarsi con il maggior numero
di femmine.
La
femmina inizia a riprodursi all’età di 5 anni, anche se la
maturità sessuale è raggiunta ad un anno (o più tardi in caso
di carenze alimentari). La gestazione
si prolunga per 15 mesi, e trascorrono quasi due anni tra
un parto ed il successivo. Nel corso della sua vita (allo stato selvatico la giraffa vive
fino a 26 anni, mentre in cattività può raggiungere anche
i 36) può generare
sino a 12 piccoli (raramente con parti gemellari).
La
femmina, dopo una gestazione di circa 15 mesi, si
isola per il parto, rimanendo poi appartata con il
figlio per una o due settimane; successivamente, madre e nascituro,
si uniscono a gruppi di piccoli e femmine. La giraffa difende
il piccolo con delle potenti zoccolate dalle aggressioni dei
predatori: la principale minaccia è il leone, anche se sino
ai tre mesi le piccole giraffe possono essere attaccate da
iene, da leopardi e da svariati Canidi
africani. Alla nascita la giraffa pesa circa 100 kg ed è alto
1.8-1.9 m, allungandosi di circa 8 cm al
mese.
Le
femmine, dopo lo svezzamento, continuano a vivere nello stesso
territorio materno.
Diversamente
i maschi che, verso il terzo-quarto
anno, si uniscono ad altri giovani e si allontanano dall’area
natale .
Occupa
ambienti aperti della savana, di solito con alberi di
acacia (o simili). La possiamo ammirare in Africa,
a sud del Deserto del Sahara. Un tempo oggetto di caccia spietata per la pelle,
oggi la giraffa è una specie protetta.
NON TUTTI SANNO CHE:
Tra
i giovani la determinazione dei ruolo gerarchico
si realizza attraverso dei movimenti sinuosi del collo, l’uno
contro l’altro; questo comportamento ritualizzato
e non violento è detto necking (da
neck che significa collo); raramente
queste interazioni sono violente: questo può avvenire quando
un maschio nomade cerca di farsi spazio in un gruppo già costituito.