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Nome comune: ORNITORINCO

Famiglia: Ornitorinchidi

Ordine: Monotremi

Classe: Mammiferi

CARATTERISTICHE:

Quest’ordine comprende animali particolari che racchiudono alcune caratteristiche proprie dei Mammiferi altre dei Rettili. Si parla pertanto di una forma antica di Mammifero. Alcune caratteristiche come una parte dello sviluppo dell’embrione all’interno dell’uovo e la presenza di una cloaca (la porzione terminale dell’intestino), nella quale confluiscono sia l’apparato riproduttore che quello escretore. La cloaca la incontriamo anche negli Anfibi, nei Rettili e negli Uccelli. In realtà molte altre caratteristiche come la pelliccia, le ghiandole mammarie, un singolo osso della mascella inferiore e tre piccoli ossicini dell’orecchio ci fanno capire che si tratta di veri e propri Mammiferi. Altra caratteristica fondamentale riguarda la temperatura: tutti i Mammiferi infatti hanno una propria temperatura interna non dipendente dalla temperatura dell’ambiente circostante. La temperatura corporea dei Monotremi, anche se variabile nell’echidna, è comunque sempre superiore a quella esterna.

L’ornitorinco ha creato non poche difficoltà ai primi studiosi che si trovavano al cospetto di un Mammifero con il becco di un’anitra! Inizialmente si riteneva che fosse il prodotto della fantasia, e appurato che esisteva non venne considerato un Mammifero. Effettivamente presentava la pelliccia, ma aveva delle somiglianze con gli Uccelli e con i Rettili per quanto riguardava la riproduzione. Ogni dubbio venne risolto quando si scoprì che questo interessante animale possedeva le ghiandole mammarie: quindi, per quanto anomalo, era sicuramente un Mammifero. Qualche altro dubbio sorse in relazione ad alcune parti scheletriche simili a quelle dei Rettili. Per quanto riguarda la sua temperatura corporea non ci sono certezze, ma probabilmente, dato che l’ornitorinco nuota in tutte le stagioni, riesce a mantenere la propria temperatura costante.

Date le abitudini acquatiche, la pelliccia folta e liscia è presente su tutto il corpo, ad eccezione delle zampe e del becco. La pelliccia è scura, virando dall’argento al marrone chiaro con al di sotto del pelo più chiaro e sottile, evidente soprattutto nei giovani. In prossimità degli occhi e delle orecchie sono presenti delle evidenti macchie chiare. Anche le zampe, fornite di cinque dita con artigli robusti, si sono adattate alla vita sommersa: infatti, oltre ad essere palmate, le posteriori ricordano quelle delle foche.

Ciò che più si nota in questo strano animale è il becco, molto simile a quello di un’anitra.

Questa struttura appiattita è, diversamente da quanto si possa immaginare, piuttosto morbida e flessibile. All’estremità vi sono le narici e, inferiormente, si apre la bocca. Il becco è estremamente sensibile ed utile sott’acqua, quando le narici e gli occhi sono completamente chiusi, per orientare l’animale verso le prede.

Dietro al becco vi sono due sacche che si aprono nella bocca e permettono di “masticare” i duri involucri delle prede. I denti molari dei piccoli sono persi e sostituiti da piastre dure (cornee) che funzionano come una sorta di “torchio”.

L’ornitorinco è molto più piccolo di quanto generalmente si pensi. In generale, il maschio misura 45-70 cm, il becco circa 6 cm e pesa da 1 a 2,4 kg; la femmina può essere lunga 39-60 cm, il becco è leggermente più corto di quello del maschio e pesa 0,7-1,6 kg.

VITA ED ABITUDINI:

Questa specie è un Mammifero semi-acquatico che si nutre di invertebrati predati negli specchi d’acqua. Al mattino e alla sera l’ornitorinco pesca in acqua: con il becco setaccia il fondo melmoso alla ricerca di vermi, larve di insetti, chiocciole e molluschi.

Quando nuota spuntano appena gli occhi e può rimanere immerso anche per un minuto e, quando decide di riposarsi, galleggia sulla superficie.

L’ornitorinco predilige gli ambienti umidi in prossimità dei fiumi e dei laghi così da poter utilizzare le rive per scavare profonde e spaziose tane (che possono essere lunghe da 9 a 18 m) costituite da molte gallerie tanto da formare un vero e proprio labirinto.

Così come per gli altri Monotremi non si sa molto sulla biologia di questa specie. Si pensa ad esempio che la gestazione si prolunghi per circa 2-3 settimane e che in natura possa vivere circa una decina d’anni (sino oltre i 17 in cattività).

Nel periodo degli accoppiamenti l’ornitorinco permane molto a lungo in acqua: il maschio afferra con il becco la coda della femmina e nuotano in circolo. Quando la femmina decide che quel maschio è proprio il suo tipo, a sua volta afferra la coda del maschio, che si esibirà nelle migliori prestazioni natatorie. L’accoppiamento avviene in acqua e la femmina, costretta a rimanere sott’acqua, di tanto in tanto fuoriesce per prendere una boccata d’aria.

La femmina si scava una propria tana, alla quale il maschio non può assolutamente avvicinarsi, in cui depone due piccolissime uova bianche dal guscio morbido. Grazie al calore del corpo materno, dopo un paio di settimane schiudono le uova e i piccoli sono posti dalla madre in una sorta di tasca che la femmina crea piegando la coda. Qui si produce del latte che i piccoli leccano. Per le prime uscite dal nido i piccoli devono aspettare quasi quattro mesi. Il piccolo di ornitorinco prima di essere indipendente è appena l’85% delle dimensioni dei genitori.

Nonostante la loro caccia sia in genere proibita, gli ornitorinchi vengono spesso catturati per studi biologici o per essere rinchiusi negli zoo.

Questo Monotremo può essere incontrato in natura nell’Australia orientale e meridionale.

NON TUTTI SANNO CHE:

L’ornitorinco maschio può usare lo sperone del veleno come arma da difesa…il veleno è così efficace da uccidere un animale grande quanto un coniglio e provocare delle irritazioni dolorose all’uomo.

 

© 2007 La Soffitta di Luna
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