Nome comune: STAMBECCO
Famiglia: Bovidi
Ordine: Artiodattili
Classe: Mammiferi
CARATTERISTICHE:
Lo
stambecco alpino ha un portamento imponente,
con un corpo forte e tozzo e con poderose
zampe. La lunghezza testa-corpo è di 115-170
cm ed il peso è di 35-150 kg. La femmina
è più piccola del maschio. Questo in età
matura presenta una corta barba.
La
caratteristica più evidente dello stambecco
sono le corna a sciabola che, nel maschio
adulto, possono raggiungere 1 m di lunghezza.
Esse sono rivolte all’indietro e presentano
degli evidenti nodi sul lato frontale, il
loro numero aumenta ogni anno di 1-3 unità.
Le corna crescono per tutta la vita dell’animale,
ma il loro sviluppo rallenta dopo il 4°-5°
anno di vita. Anche
la femmina presenta le corna ma sono prive
di nodi e misurano al massimo 35 cm.
Lo
stambecco ha colonizzato ambienti d’alta
montagna (1600-3200 m s.l.m.) e fra i vari
adattamenti presenta una folta pelliccia,
il cui colore varia dal rossiccio all’ocra
ed è più scuro sulle zampe, il ventre e
il posteriore sono bianchi. Le femmine e
i giovani maschi presentano la medesima
colorazione giallo-ocra durante tutto l’anno,
mentre i capretti sono di un rossiccio pallido.
Il mantello dei maschi adulti è marrone
scuro alla fine dell’estate, più chiaro
in inverno ed assume una
colorazione marrone-giallastra dalla primavera in poi.
VITA ED ABITUDINI:
Lo
stambecco vive in gruppi che variano in
composizione e in dimensione (2-20) con
le stagioni. In inverno, durante il periodo
riproduttivo (dicembre/gennaio), si creano
gruppi misti; in estate i maschi creano
delle aggregazioni
distinte da quelle delle femmine con i piccoli.
I maschi dominanti sono quelli più vecchi e che sfoggiano
le corna più grandi. Nel periodo estivo
all’interno dei gruppi di maschi si stabiliscono
determinate gerarchie: queste indicano le
successive priorità d’accesso alle femmine.
I combattimenti tra maschi sono molto spettacolari:
essi si rizzano sulle zampe posteriori e
si scontrano ripetutamente con le corna,
il suono generato dai colpi può essere sentito
a distanza.
Il
periodo degli amori può essere distinto
in due fasi: inizialmente molti maschi si
alternano attorno alla stessa femmina e,
quando questa è pronta per la riproduzione,
solo il maschio di rango maggiore s’accoppia.
All’inizio
dell’estate, dopo una gestazione di 165-170
giorni, la femmina partorisce un capretto
in zone estremamente
impervie e rocciose, il quale è immediatamente
in grado di seguire la madre. I maschi sono
sessualmente maturi a 2 anni, ma devono
raggiungere un certo rango gerarchico prima
di riprodursi; le femmine, invece, devono
attendere 3-5 anni per accoppiarsi.
Lo
stambecco è un animale diurno, e questo
è facilmente spiegabile che l’ambiente impervio
nel quale vive.
La
dieta dello stambecco comprende diverse
erbe, arbusti. In inverno il cibo (erbe
appassite, piante legnose) deve essere cercato
sotto la neve.
In
primavera lo stambecco si abbassa per brucare
l’erba appena germogliata; in estate risale
sino al limite dello scioglimento delle
nevi, occupando le zone più alte tra agosto
e ottobre; in inverno utilizza aree a media
altitudine, approfittando di una minore
coltre nevosa.
Lo
stambecco (come ad esempio il capriolo,
il daino, il camoscio ed il cervo) è un
ruminante: ossia mastica e deglutisce una
prima volta il vegetale, e lo digerisce
parzialmente, poi il cibo ritorna alla bocca
dove è nuovamente masticato ed infine lo
mangia definitivamente.
Lo
possiamo ammirare su tutto l’arco alpino,
in alcuni paesi asiatici, in Egitto e in
Nord Etiopia. Minacciati di estinzione sono la specie etiopica e quella della penisola
iberica.
NON TUTTI SANNO CHE:
Un
tempo lo stambecco
era cacciato non solo per il trofeo, ma
anche perché si riteneva avesse dei prodigiosi
effetti “curativi”.