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Nome comune: TARANTOLA

Famiglia: Licosidi

Ordine: Ragni

Classe: Aracnidi

CARATTERISTICHE:

Con il nome comune di tarantola si indicano svariate specie di ragno.

La tarantola, come i suoi simili, possiede quattro paia di arti per spostarsi (zampe), un paio di arti vicino alla bocca che terminano con delle pinze e un paio di arti posti dietro la bocca.

Come tutti gli invertebrati, il ragno non possiede uno scheletro interno, e la rigidità del corpo è data dalla produzione di una sostanza che si indurisce esternamente, divenendo una sorta di corazza, detta cuticola o carapace. Questa protegge il corpo dalle aggressioni esterne e di funge da scheletro, dove i muscoli si possono ancorare. Questo particolare “scheletro” non si accresce con il ragno e, quindi, l’animale è costretto a cambiare la sua cuticola ad intervalli di tempo regolari. In questo periodo di cambiamento (durante la muta) il ragno è estremamente vulnerabile agli aggressori, e preferisce, quindi, rimanere nascosto.

Il corpo è diviso in due parti dette cefalotorace (fusione del capo e del tronco) e addome, unite da un peduncolo. Sulla porzione anteriore (cefalotorace) troviamo la bocca che presenta una piccola apertura con la funzione di aspirare il cibo liquefatto; sempre nel cefalotorace troviamo il cervello, l’insieme dei muscoli utili per il movimento, le ghiandole velenifere (in alcune specie poco sviluppate o assenti) e le ghiandole digestive. Sulla porzione anteriore dell’addome sono presenti quattro piccoli orifizi che permettono al ragno di respirare, sulla porzione ventrale si trovano le aperture genitali, e all’estremità si trova il tubercolo anale.

Il dorso della tarantola, in genere, è bruno-beige, con due grandi strisce scure. La parte ventrale è nera, con bordi rosso-arancione.

Le dimensioni variano dai 22 ai 30 mm.

VITA ED ABITUDINI:

La tarantola, come tutti i ragni, è carnivora. La preda catturata è iniettata con il veleno e con sostanze che ne sciolgono i tessuti (enzimi), poi è ulteriormente frantumata con le lame mascellari e con i cheliceri posti sul capo (dette anche “le mani del ragno”). Successivamente il cibo, digerito all’esterno, è aspirato.

La tana della tarantola è costituita da una cavità profonda una ventina di centimetri, la cui apertura è delimitata da un “parapetto” costruito con vari detriti. Il ragno si nasconde nella tana ed attende il passaggio di qualche ignara preda. Quando le condizioni climatiche peggiorano la tana è chiusa con la seta.

L’attenzione che il ragno riserva al bozzolo (piccolo contenitore di seta con all’interno le uova) è notevole, esponendolo al sole nelle ore più calde e riportandolo poi nella tana. Quando le uova si schiudono, tutti i piccoli ragni salgono sul dorso della madre che pazientemente li trasporta ovunque. Nonostante le cure, la tarantola non riconosce la propria prole e gli eventuali giovani ragni incontrati sono fatti salire sul dorso. La particolarità è che se due adulti s’incontrano possono anche uccidersi, ma la prole del ragno perito e divorato è raccolta e trasportata sul dorso dal vincitore.

Questo ragno può essere incontrato sulle pietraie, tra gli arbusti, tra le erbacee e nelle pinete dell’Europa meridionale (Francia, Italia meridionale e zona costiera mediterranea).

Con lo stesso nome si indicano anche le cosidette tarantole americane, che vivono nelle regioni calde e tropicali delle Americhe: sono dal morso doloroso, ma apparentemente mai fatale.

NON TUTTI SANNO CHE:

La tarantola, secondo le leggende, sarebbe originaria di Taranto (da qui il nome) e con il suo morso provocherebbe crisi di epilessia e di pazzia. E l’unico rimedio a queste crisi sarebbe una danza purificatrice, “la tarantella”.

© 2007 La Soffitta di Luna
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